Loggia

Official Web Site

www.heredom1224.it

venerdì 21 luglio 2017

Equinozio d'autunno, a settembre a Villa Medici Il Vascello la ripresa dei lavori massonici




Consuete celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Cinque le date dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale: dal 16 al 20 settembre il Grande Oriente mette in campo una serie di iniziative per ricordare, riflettere ed elaborare il futuro. Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime settimane.

Giornata clou delle celebrazioni sarà sabato 16 settembre con mattina e sera dense di attività al Vascello (Via San Pancrazio 8, Roma), sede nazionale del Grande Oriente. Alle 10,30 – fino alle ore 13 circa – è previsto un dibattito con interventi di esponenti del mondo della cultura e della comunicazione. Le conclusioni saranno del Gran Maestro Stefano Bisi. Dopo una pausa fino al primo pomeriggio, i festeggiamenti proseguiranno fino a serata inoltrata e la tradizionale allocuzione del Gran Maestro sarà il momento centrale della giornata.

I festeggiamenti del 16 settembre si chiuderanno con un buffet. L’accesso al Vascello sarà libero solo la mattina, mentre per il pomeriggio è necessaria la registrazione. Gli iscritti al Grande Oriente d’Italia e gli altri ospiti potranno accreditarsi scrivendo, entro l’8 settembre, a: xxsettembre@grandeoriente.it.

Mercoledì 20 settembre sarà un altro giorno di celebrazioni che ricorderà l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica di quegli eventi che sono il culmine dell’epopea risorgimentale e anima dell’identità del nostro paese. Il Gran Maestro Stefano Bisi con una delegazione si troverà, come ogni anno, presso la targa che ricorda i fatti del 20 Settembre 1870 dove sarà deposta una corona d’alloro e lo stesso Gran Maestro terrà un breve discorso commemorativo. Una corona sarà collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Tutti sono invitati a partecipare.

Fonte: GOI

E’ online il numero di Erasmo di luglio 2017


E’ online il numero di Erasmo di luglio 2017. “In cammino a testa alta” il titolo, dedicato all’incontro che si è tenuto a Perugia per celebrare i 300 anni di Massoneria moderna. Un incontro patrocinato dalle istituzioni locali, nonoste le polemiche sui media, e al quale hanno preso parte il Gran Maestro Stefano Bisi, il filosofo Umberto Galimberti, il professore Giovanni Greco e il professore Giovanni Pizza, oltre a tantissimi fratelli dell’Oriente umbro. Nella rubrica Dal Vascello l’annuncio dell’inziativa lanciata dal Grande Oriente di bandire un Premio dal titolo La scuola del coraggio destinato agli studenti che alla maturità hanno ottenuto il massimo voto con lode dei territori colpiti dal sisma e la lettera inviata al Gran Maestro dall’ex sindaco di Perugia e fratello Mario Valentini, che rievoca il terremoto che mise in ginocchio la sua città nel 1832 e il grande esempio di solidarietà che in quell’occasione seppe dare Francesco Guarabassi, un libero muratore che aprì una sottoscrizione grazie alla quale potè iniziare per la città la ricostruzione. Spazio poi alle dichiarazioni arrivate da tre alti magistrati, il  Procuratore nazionale antimafia Roberti, il Procuratore
di Catanzaro Gratteri e infine quello di Reggio Calabria Paci, che hanno sottolineato l’importanza di distinguere tra vera Massoneria e quella deviata; ma anche al caso Messina e alla opportuna risposta che il Gran Maestro ha dato al sindaco che ha impedito alla Massoneria di partecipare alla raccolta fondi destinati agli eventi estivi ed in particolare della festa per eccellenza dei messinesi, la Vara. Tra gli eventi raccontati, anche il Festival di Trame al quale il Gm ha preso parte a Lamezia Terme per demolire luoghi comuni e pregiudizi alimentati da media e da certa letteratura complottista. In questo numero si parla anche delle Costituzioni Melfitane di Federico II, che hanno ispirato la nascita dello stato moderno e che sono state al centro di interessante dibattito che si è svolto nel castello svevo normanno della città della Basilicata, al quale ha preso parte anche il viceministro Nencini. In primo piano la notizia del boom di bussanti on line alle porte del Grande Oriente, fenomeno al quale l’Adnkronos ha dedicato un ampio servizio e un video.  Articoli poi sono stati dedicati alle iniziative del Solstizio, a partire da San Galgano. E ancora. Prosegue il viaggio attreaverso la solidarietà massonica, con tappa questa volta a Camerano nelle Marche, prima filiale degli Asili Notturni di Torino. E varamente tantissime le news dedicate alle iniziative nei vari Orienti.
ALLEGATI

giovedì 20 luglio 2017

Il senso delle stelle non è quello di un uomo




« L'uomo è un mistero. Un mistero che bisogna risolvere, e se trascorrerai tutta la vita cercando di risolverlo, non dire che hai perso tempo; io studio questo mistero perché voglio essere un uomo».

Fëdor Dostoevskij, Lettere sulla creatività

mercoledì 19 luglio 2017

Habitare fratres in unum, essere compassionevoli


di Paolo Callari



L'amore è uno stato affettivo di appagamento e felicità del proprio essere nel mondo, una esperienza esistenziale legata a qualunque percezione positiva di sé nel mondo.
Esso si rivela in ogni tipo di atteggiamento unitivo: è creativo in quanto, a diversi livelli, rappresenta la sintesi del Logos e dell'Eros contro la separatività e la distruttività del non amore e può essere collegato ad altre persone o indipendente da esse e del tutto soggettivo.

L'amore va dagli appagamenti più sensoriali a quelli più raffinati: intellettuali, estetici, etici, sino all'amore incondizionato, legato a uno stato di coscienza transpersonale.
Nell'arco dell'amore, l'individuo agisce spinto dalla forza universale dell'Eros, che va dalla passione sessuale all'amore cosmico. Permette l'appagamento di tutti i bisogni umani, da quelli istintuali, a quelli mentali, a quelli spirituali. Tra di essi: l'amore della verità, della conoscenza, della bellezza, del sacro. L'amore personale si basa su una conoscenza parziale della realtà e del Sé, è motivato dalla necessità di “avere” ed ha come obiettivo la gratificazione di una carenza, legata a un bisogno dell'io da cui è determinato.

L'amore transpersonale nasce dalla evoluzione della conoscenza e della coscienza e dalla corrispondente trasformazione delle componenti egoistiche legate all'avere, al potere e al successo personale. Segna il passaggio dallo stato di coscienza dualistico al non dualistico: il suo punto massimo è nella realizzazione del “Sé”, uno stato di coscienza unitivo e felice.

L'amore transpersonale, essendo una espressione di conoscenza transegoica deriva, nei suoi diversi gradi, dalla attualizzazione del patrimonio inconscio superiore che ogni essere umano possiede come miniera non esplorata della interiorità.
Le sue funzioni preferenziali sono: intuizioni archetipiche, sentimento altruistico e volontà di bene. L'amore del Sé ha le connotazioni dell'eterno e dell'universale, al di là di ogni identificazione materialistica legata all'attaccamento e all'avversione.

Più dell'amore transpersonale, che ne rappresenta il momento precedente, esso è una unità di sentimento e di intuizione del sacro quale essenza del Reale.
Presente solo in rarissimi casi di rapporti interpersonali (maestro e discepolo): esso è soprattutto rappresentato nell'amore delle più alte personalità della mistica e della sapienza meditativa.

La sua forma, trascendente qualunque qualificazione, è quella del distacco totale dalla importanza personale.
Le qualità dell'amore transpersonale sono: l'umiltà, la pazienza, la comprensione, la compassione, la tolleranza e la generosità. Esse si sviluppano in una persona integrata.

Possiamo dire che l'amore transpersonale-spirituale è legato al bisogno di “essere” e non a quello di “avere”, indi alla realizzazione delle potenzialità umane archetipiche più alte e sublimi del vero, del Se rivolto alla realizzazione della propria più profonda natura divina.
È l'amore volto a integrare l'essenza, il cuore del Sé, e con esso i suoi archetipi dell'armonia, dell'amore e della sapienza.

È quell'amore che spinge all'unità sempre più intensa e perfetta con la Fonte universale della vita; ha equivalenti con l'amore mistico e con lo stato di beatitudine del saggio.
Le qualità dell'amore transpersonale sono: l'umiltà, la pazienza, la comprensione, la compassione, la tolleranza e la generosità. Esse si sviluppano in una persona integrata che ha raggiunto un retto amore di sé e si vanificano in una persona disarmonica il cui campo della coscienza è alterato da problematiche conflittuali: in tal caso l'io è impulsato da energie separative, che sono in antitesi con le energie spirituali e sintetiche dell'amore.

Le qualità dell'amore sono perciò in relazione alla salute psicologica e dipendono dal susseguente grado di attualizzazione delle potenzialità umane e di sviluppo.
I caratteri distintivi dell'amore transpersonale sono: il servizio, la creazione spirituale e la conseguente attitudine alla propria autotrasformazione per dissolvere i fattori egoistici che separano l'io dal Sé, sino alla piena autorealizzazione. Essi sono volti a suscitare in sé e negli altri le energie rivolte alla crescita e al benessere non avido, si esprimono nell'ambito di successivi atti d'amore donativi e si associa alla conoscenza nei suoi aspetti di empatia e di intuizione supercosciente.

L'empatia in senso transpersonale è la capacità di comprendere (dal latino cumprehendo) le qualità del vissuto altrui includente la sofferenza e l'errore, oltre le possibilità conoscitive della ragione: implica il cuore più che la mente.
L'empatia è un silenzioso entrare in sintonia con quanto avviene sia nella coscienza che nell'inconscio altrui: essa è una qualità creativa che si esprime nel contatto interpersonale al di là del dialogo e della interazione; come tale è una qualità di elezione dello psicoterapeuta di orientamento transpersonale e di qualunque tipo di Maestro.
L'empatia è una qualità che si attivizza per motivazioni spirituali e altruistiche, solo in seguito a un avanzato grado di purificazione coscienziale quando i bisogni dell'io sono stati compresi e risolti. Attraverso essa, si entra in contatto con il sentimento altrui, senza subire alcun coinvolgimento emotivo.

L'intuizione è strettamente correlata alla empatia, ed è tanto maggiore quanto più è slegata dall'espressione dell'io e quanto più è legata alla realizzazione del “Sé”.
Nell'intuizione, l'amore si esprime nel suo aspetto più conoscitivo, quale modalità di contatto e di comprensione attraverso l'unione di soggetto e oggetto senza mediazioni razionali e interlocutorie. Essa è perciò conoscenza immediata e totale dell'altro, in cui l'interazione tra un “io” e un “tu” non è determinata dai bisogni, ma è sostituita da uno stato unitivo dell'essere in cui la manifestazione dialettica e separativa dell'esperienza duale è sintetizzata nell'esperienza unitiva-spirituale.

In tale tipo di amore, la compartecipazione umana si può estendere anche alla realtà cosmica di cui ognuno fa parte, dove il significato della vita è agganciato alle categorie universali, e ogni aspetto relativo è riconosciuto solo come una manifestazione di una più
totale realtà assoluta.

.

Pubblicato da 

Lettera di Mario Valentini: “Il premio del GOI per i ragazzi colpiti dal sisma mi riempie di gioia. La solidarietà è nella nostra tradizione”.


Carissimo Gran Maestro Stefano,
ho letto della decisione del Grande Oriente d’Italia di disporre borse di studio a favore degli studenti meritevoli delle aree terremotate dell’Umbria, dell’Abruzzo, delle Marche e del Lazio . Ciò mi riempie di gioia perché, ancora una volta, la nostra istituzione dimostra sensibilità e attenzione verso le energie più fresche che rappresentano la speranza per una futura società migliore. Del resto il buon sangue non mente e irrora sempre la pianta della sensibilità massonica!
Per questo motivo, volevo da tempo ricordarti che nel lontano 1832 il grande Perugino e Massone Francesco Guardabassi, concretizzò una importante iniziativa di solidarietà e di grande valore umano a favore dei terremotati. Richiamo la cronaca del tempo (archivio di Stato).
“Il 13 gennaio 1832 tutta l’Umbria, con epicentro in Foligno, fu scossa da un forte terremoto. Interi edifici crollarono e moltissimi altri rimasero lesionati; gli abitanti si sparsero per le campagne mentre un inverno insolitamente freddo, rendeva ancora più difficili le loro condizioni: Francesco Guardabassi si recò fra i sinistrati, rimanendo con loro per molti giorni a condividere i disagi, poi dette avvio, con iniziativa personale, ad una sottoscrizione che fece circolare fra quelle famiglie a lui devote per comunità di idee e sentimenti patriottici.
In un primo tempo i dirigenti governativi (papalini), infastiditi dalla crescente popolarità che tale sottoscrizione portava al Guardabassi, tentarono di prendere a loro volta l’iniziativa, disponendo che tutto il denaro raccolto fosse versato a loro. Visto però che non era possibile spuntarla si decisero, facendo buon viso a cattiva sorte, a lasciare le cose come stavano e lo stesso Vescovo versò nelle mani del Guardabassi una somma ingente, presto imitato dagli altri notabili. La sottoscrizione ebbe tali risultati che ben presto consentì, a quanti avevano perduto tutto, di ricostruirsi le proprie abitazioni”.
Ecco chi sono i massoni! Continuiamo a dirlo forte e chiaro (come tu stai facendo) a queste teste vuote o, se vuoi, piene di nulla!
Ciao e abbracci fraterni:. E sempre con grande stima.
Perugia 17 luglio2017
Mario:. Valentini

martedì 18 luglio 2017

Il sindaco di Norcia Nicola Alemanno: “Il premio del Grande Oriente una grande opportunità per i nostri ragazzi e un incentivo ad andare avanti”


“E’ davvero una grande e bella opportunità per i nostri ragazzi, un incentivo ad andare avanti con forza”. Così il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha definito l’iniziativa del Grande Oriente di Italia di bandire una borsa di studio per gli studenti più meritevoli dell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria, delle Marche, del Lazio e dell’Abruzzo che sono state colpite dal terremoto.  “La scuola del coraggio” il nome dal Premio. “E tanto coraggio – sottolinea il primo cittadino dello storico comune umbro- hanno dimostrato di avere i giovani della nostra comunità   in questi terribili mesi. Sono stati messi a dura prova, perché non è certo facile, anzi direi che è una cosa drammatica, continuare a studiare se vieni continuamente interrotto dalla terra che trema. Ma ce l’hanno fatta”. “In cinque o sei a Norcia hanno ottenuto il cento e lode alla maturità e sicuramente parteciperanno al concorso. Noi intanto – riferisce Alemanno – stiamo già diffondendo la notizia del bando sul territorio. Mi sembra davvero una chance  da non perdere”.  L’intento del Grande Oriente – che a Norcia è impegnato anche nella realizzazione del progetto di illuminazione dello stadio, danneggiato dal terremoto –  è appunto quello di premiare quei ragazzi che “hanno ottenuto la maturità con il massimo punteggio nell’anno scolastico 2016-2017”, facendo i conti “con la triste e difficile esperienza post terremoto e con la quotidiana preoccupazione di sedere fra i banchi di scuola mentre avvenivano nuove scosse sismiche”.

In anteprima il bozzetto della busta filatelica del XX Settembre.


In anteprima il bozzetto della busta filatelica che verrà emessa dal Grande Oriente d'Italia in occasione del XX Settembre. 

La grafica ricalca la busta filatelica della Gran Loggia 2017 e di quella di San Galgano, completando il trittico per il 300° Anniversario della Massoneria moderna.

I segreti di Villa Heigelin e la Massoneria napoletana





Nella Massoneria napoletana, si fa riferimento al nome della celebre Villa Heigelin a Capodichino, una dimora segreta, prediletta dai massoni italiani e dalle celebrità del tempo, tra cui Goethe, Shelley, il conte di Cagliostro, la regina Maria Carolina …

La Massoneria napoletana settecentesca

Per chi non ne fosse a conoscenza, informiamo in maniera spicciola che cos’è la Massoneria: per Massoneria si intende un’associazione iniziatica di fratellanza fiorita nel XVIII secolo in Europa (ma di origine medioevale con i Cavalieri Templari) formata da individui detti Massoni che sono ispirati dalla stessa ideologia (religiosa, politica, sociale) e ne condividono i principi.
Lo scopo dell’Ordine è di natura morale e cerca di insegnare agli uomini come vivere una vita retta per proseguire nel perfezionamento interiore senza interferire con la religione; i simboli che ne distinguono la Loggia, rappresentano un sistema a codicedi cui ognuno ne esprime un significato morale, un insegnamento da apprendere nel tempo.
Sono noti a tutti i simboli quale: la squadra, il compasso, il regolo ed altri strumenti di lavoro dei muratori che comparivano già duemila anni prima di Cristo, sulle prime costruzioni dell’antichità e che sono stati ripresi nel corso dei secoli. Nulla a che fare con la stregoneria.
Gli anni d’oro della Massoneria napoletana vanno dal 1757 al 1775 e vantava la presenza di molte Logge (le sedi) i cui iscritti appartenevano ai nomi di spicco della cultura partenopea: ricordiamo il principe di Sansevero Raimondo di Sangro (autore della meravigliosa Cappella Sansevero) e il clero che pure ne faceva parte, non senza segreti.
Da alcune fonti storiche si sa dell’esistenza di due Logge che erano ospitate all’interno in due conventi, quello dei S.S. San Severino e Sossio diretto dal benedettino Ippolito Bernarducci e il convento di S. Maria delle Grazie a Caponapoli diretto dall’eremita Serafino Pinzone.
La Massoneria napoletana cominciò a vacillare quando entrò in contatto con la Massoneria di derivazione inglese (morale e religiosa) e quella francese (razionale e politica), ma continuò a proseguire sia nella restaurazione borbonica che nel risorgimento italiano, inseguendo il sogno della liberazione. Oggi il progetto ha perso il vigore di un tempo poiché ha smarrito le conoscenze antiche e l’eredità degli avi.
[fonte: Napoli esoterica di Mario Buonoconto]

L’Ordine dei Templari a Napoli

Molti studiosi concordano sul fatto che esiste una relazione tra i Cavalieri Templari e la città di Napoli, come testimoniano i simboli celati nel Maschio Angioino, la Chiesa di Sant’Eligio, quella di san Giovanni a Mare o nella Chiesa di Spina Corona detta dell’Incoronata.
Secondo una leggenda (forse non tanto fantasiosa) si narra che Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro dell’Ordine dei Cavalieri Templari, prima di salire al rogo, dispose che dalle ceneri dell’Ordine dei Templari dovesse nascere una nuova strutturaesoterica divisa in quattro Logge metropolitane che ha per vertici: Napoli, Edimburgo, Parigi e Stoccolma, un quadrato magico su cui si innestano radici antiche e conoscenze profonde. Compito dei Cavalieri Templari napoletani sarebbe stato quello di difendere la Tradizione sviluppando i legami con l’Oriente.

Cosa centra la Massoneria e l’Ordine dei Templari con Villa Heigelin?

Pochi sanno che a Capodichino è esistita la celebre Villa Massonica settecentesca, appartenuta al commerciante tedesco Christian Heigelin, emigrato a Napoli nel 1760 per dar vita alla famosa Gran Loggia di Napoli e di Sicilia.
La villa, che sorgeva al civico 201 della Calata Capodichino, fu la maison preferita dei maggiori iniziati e adepti napoletani, una tappa obbligatoria dei principali massonieuropei che si riunivano qui per compiere i loro misteriosi riti in piena segretezza e dar vita alla Loggia.
Venne descritta come una delle più belle ville dell’epoca, da cui era possibile ammirare le colline circostanti che abbracciavano Capodimonte, i Camaldoli e il Vomero da cui si intravedeva in lontananza il mare.
Una dimora di lusso dall’invidiabile giardino Massonico ricco di simbologie che disegnava fra i suoi vialetti e labirinti, un percorso iniziatico ben preciso; fu indicato come il primo esempio di giardino massonico più bello in Europa.
Villa Heigelin era ben celata alla vista di tutti (non a caso Capodichino si presentava come fitta boscaglia) la si preferì al centro, appunto, per la sua naturale riservatezza e si accedeva per una rapida salita spesso percorribile soltanto a piedi o a cavallo mediante una scomoda strada, ma ciò che nascondeva al suo interno, ripagava tante volte in bellezza, la fatica del viaggio.
Era davvero impareggiabile il suo tesoro: un giardino maestoso carico di allegorie, sculture dai rimandi ellenici, un piccolo teatro all’aperto per inscenare prose, un romitorio con celle per praticare i riti spirituali, vasche e fontane sferzanti d’acqua impiegate per i rituali.
Qui vi dimoravano le personalità di spicco in campo massonico tra cui: il Gran Maestro Diego Naselli, uomo fidato di Maria Carolina, poi vi soggiornò Elisa von der Reckediscepola di Cagliostro, l’oscuro barone Karl Eberhrd von Wachter e lo scrittore Johaan Wolfgang Goethe.
Forse avranno influito anche le antiche conoscenze magiche, esoteriche ed alchemiche di Virgilio Mago che su Napoli aveva dato luogo al via della scuola ermetica, con i suoi incantesimi per difendere la città di Partenope.
Il tedesco Heigelin continuò con la sua opera massonica anche dopo il 1775 quando il re sciolse definitivamente la Massoneria, condannando e arrestando il gruppo di adeptinapoletani.
Villa Heigelin, detta anche la Villa dei Templari, fu protagonista in quegli anni, divenuta sede di riunioni giacobine nel regno murattiano: il barone Karl Eberhard von Wächter, il nuovo ambasciatore danese a Napoli, diede vita in quella stessa dimora alla LoggiaLa Torre di Guardia, assumendo una fitta corrispondenza epistolare con i templari della Venezia austriaca nel 1815 stringendo alleanza con la Massoneria egizia di Cagliostrodel barone Lorenzo di Montemayor.
Gli anni d’oro della villa, scelta come fulcro della miglior intelligentia massone e liberale napoletana del’epoca, gradualmente fu abbandonata e dimenticata; venne colpita dai bombardamenti durante l’ultimo conflitto mondiale e della dimora si persero le traccie.
Della villa non restano che gli scavi archeologici non accessibili al pubblico, dove si può solo contemplare le tracce di un mondo scomparso ancora tutto da decifrare che custodiva l’iniziazione Massonica, un presunto Ordine dei Cavalieri Templari.

Jonathan Swift e la Massoneria


Frontespizio dei "Viaggi di Gulliver" di Jonathan Swift


Che Jonathan Swift, l'autore dei "Viaggi di Gulliver", fosse Massone si è sempre detto. Mancavano però le prove documentali. In questo articolo accademico (in inglese) di Katsumi Hashinuma, viene affrontata la questione e vengono fornite le prove:

https://app.box.com/s/cqqrb6kd1hip0lntvo27

(m.r.)

lunedì 17 luglio 2017

Il Gran Maestro Bisi: Vogliamo essere in prima fila per diffondere la cultura, per stare attenti alla scuola, ai bisogni degli studenti.



Il labirinto


di Almerindo Duranti



Simbolo che nasce dalla complicazione del segno della spirale; secondo gli etnologi esso ascenderebbe all’epoca megalitica e simboleggerebbe sia il mistero della Morte, sia il viaggio dell’anima nell’oltretomba fino alla liberazione e rigenerazione della rinascita. Le tombe dei Faraoni rappresentavano un labirinto regolare costituito da due piani: uno superiore adibito ai profani e, quindi ai riti exoterici ed uno inferiore per i riti segreti e, quindi solo per gli iniziati. Nel Medio Evo il Labirinto fu il simbolo deella fratellanza dei Massoni, costruttori di cattedrali. Gli Alchimisti lo  indicavano come “centro alchemico” o “Labirinto di Salomone” e, in seguito, anche con i termini “androgino” o “la Rosa”.  Tratto dal Dizionario Massonico di Luigi Troisi Ed. Bastogi.

Il piacere e l'eternità secondo Epicuro




« Non dunque le mangiate, e le feste ininterrotte, né il godimento di fanciulli e donne, né i pesci o quant'altro è offerto in una tavola sontuosa è fonte di vita felice; ma al contrario il ragionamento lucido che scruta a fondo le cause di ogni scelta e di ogni rifiuto, e che scaccia le opinioni false, causa dei più grandi turbamenti dell'anima. […] Infatti le virtù sono connaturate al piacere, e l'uno è inseparabile dalle altre.

Non è simile a un essere mortale chi vive tra beni eterni. »

Epicuro, Lettera a Meneceo

“La scuola del coraggio”, premio del Grande Oriente d’Italia per gli studenti più meritevoli delle zone terremotate


Il Grande Oriente d’Italia di Palazzo Giustiniani bandisce una borsa di studio denominata “la Scuola del coraggio” e riservata agli studenti dell’ultimo anno delle scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria, delle Marche, del Lazio e dell’Abruzzo che sono state colpite dal terremoto.
L’intento e’ quello di premiare gli studenti più meritevoli che hanno ottenuto la maturità con il massimo punteggio nell’anno scolastico 2016-2017, ragazzi che hanno dovuto fare i conti con la triste e difficile esperienza post terremoto e con la quotidiana preoccupazione di sedere fra i banchi di scuola mentre avvenivano nuove scosse sismiche.
I singoli candidati dovranno inviare la domanda d’adesione entro il 31 ottobre 2017 al Grande Oriente d’Italia, Borse di studio, Via di San Pancrazio 8, 00152 Roma.
Nella domanda di partecipazione, redatta in carta libera e rivolta al Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, dovranno essere indicati cognome, luogo e data di nascita dell’autore, residenza, recapito telefonico e la Scuola in cui si è sostenuta la maturità e il voto finale ottenuto all’Esame di Stato. Saranno premiati gli studenti che hanno ottenuto il punteggio di 100 e lode.
La consegna dei premi avverrà nel corso di una cerimonia pubblica.
Per informazioni rivolgersi a ufficio.gm@grandeoriente.it oppure ufficio.stampa@grandeoriente.it

Piacere, Jodorowsky




«Piacere, Jodorowsky» e una vigorosa stretta di mano con il noto personaggio sono la sensazione che si trae dalla lettura di questo libro. Attraverso due interviste nell'arco di quindici anni (1989-2004), Gilles Farcet ci mostra l'umanità e le debolezze di Alejandro Jodorowsky, il suo percorso iniziatico e artistico, l'evoluzione della sua consapevolezza fisica e mentale. Un’opera che mette il lettore davanti a un Alejandro «Jodo» Jodorowsky quasi in carne e ossa, presentandolo nei suoi aspetti più intimi e personali. Cosa vuol dire realmente invecchiare? Come si affronta il dolore per la perdita improvvisa di un figlio? Quant'è impegnativo portare avanti un rapporto di coppia davvero evolutivo e profondo? Attraverso le risposte, di Jodo e dei suoi amici e familiari più vicini, si entra in un universo fatto di esperienze forti e spesso violente, illuminazioni repentine e fallimenti colossali: un vero benvenuto nel personalissimo universo jodorowskiano, in cui non ci si prende troppo sul serio e si gioca a carte con le forze più misteriose del cosmo.

«Quando mi sono impegnato nel cammino della coscienza mi sono detto: non si può cambiare il mondo ma si può cominciare a cambiarlo. Non si può fare un’opera ma si può cominciare a farla. Non si cambia, ma si può cominciare a farlo. La meraviglia è cominciare. Poi ho deciso di avere conversazioni iniziatiche con chiunque, di infondere alle mie creazioni sempre una dimensione appropriata al risveglio. Non voglio più distrarmi dal percorso. Occorre passare costantemente, come nella nostra conversazione, dal personale all’universale, dal banale allo straordinario. Non voglio nulla per me che non sia per gli altri. In questo regno non ci sono piccole cose. Se posso essere lo strumento di un piccolo risveglio, non esito»..

Equinozio di Autunno e XX Settembre. Celebrazioni a Roma dal 16 al 20 settembre


Consuete celebrazioni del Grande Oriente d’Italia a settembre per la ricorrenza dell’Equinozio di Autunno, che ogni anno segna la ripresa dei lavori delle logge dopo la pausa estiva, e l’anniversario del XX Settembre 1870, data storica dell’Unità d’Italia, che con la Breccia di Porta Pia unì Roma al paese. Cinque le date dei festeggiamenti nazionali che si svolgeranno nella capitale: dal 16 al 20 settembre il Grande Oriente mette in campo una serie di iniziative per ricordare, riflettere ed elaborare il futuro. Maggiori dettagli saranno diffusi nelle prossime settimane.
Sabato 16 e mercoledì 20 settembre
Il Vascello, vista del parco dall’alto
Giornata clou delle celebrazioni sarà sabato 16 settembre con mattina e sera dense di attività al Vascello (Via San Pancrazio 8, Roma), sede nazionale del Grande Oriente. Alle 10,30 – fino alle ore 13 circa – è previsto un dibattito con interventi di esponenti del mondo della cultura e della comunicazione. Le conclusioni saranno del Gran Maestro Stefano Bisi. Dopo una pausa fino al primo pomeriggio, i festeggiamenti proseguiranno fino a serata inoltrata e la tradizionale allocuzione del Gran Maestro sarà il momento centrale della giornata.
I festeggiamenti del 16 settembre si chiuderanno con unbuffet. L’accesso al Vascello sarà libero solo la mattina, mentre per il pomeriggio è necessaria la registrazione. Gli iscritti al Grande Oriente d’Italia e gli altri ospiti potranno accreditarsi scrivendo, entro l’8 settembre, a: xxsettembre@grandeoriente.it.
Mercoledì 20 settembre sarà un altro giorno di celebrazioni che ricorderà l’ingresso dei bersaglieri a Roma attraverso la Breccia di Porta Pia. La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica di quegli eventi che sono il culmine dell’epopea risorgimentale e anima dell’identità del nostro paese. Il Gran Maestro Stefano Bisi con una delegazione si troverà, come ogni anno, presso la targa che ricorda i fatti del 20 Settembre 1870 dove sarà deposta una corona d’alloro e lo stesso Gran Maestro terrà un breve discorso commemorativo. Una corona sarà collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Tutti sono invitati a partecipare.
Le celebrazioni del 2016 
La Breccia di Porta Pia
Porta Pia era stata fatta erigere a Roma nel 1561 da Pio IV, presso l’antica Porta Nomentana, su disegno di Michelangelo. Il 20 settembre 1870 il tratto tra Porta Pia e Porta Salaria fu l’obiettivo dell’attacco principale delle truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna, contro l’esercito papalino per l’occupazione di Roma. I primi colpi di artiglieria raggiunsero le mura alle 5,15. I pontifici alzarono la bandiera bianca alle 10,05, mentre i reparti più prossimi all’ampio varco, che nel frattempo era stato aperto, davano inizio all’ingresso degli Italiani a Roma. Il primo soldato a varcarlo  fu il sottotenente Federico Cocito della 5ª batteria del 9° reggimento artiglieria pesante comandata dal Capitano Giacomo Segre. Tra i giornalisti al seguito degli artiglieri italiani c’era anche Edmondo De Amicis che immortalò con queste parole quello storico momento: “Porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine della Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di mucchi di terra; di materassi fumanti, di berretti di Zuavi, d’armi, di travi, di sassi. Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti”.
‘La presa di Roma’, realizzato nel 1905, è il primo film prodotto in Italia da una casa cinematografica. Il regista, Filoteo Alberini, maestro massone del Grande Oriente d’Italia, ha compreso che il cinema rappresenta uno strumento pedagogico formidabile per costruire un’identità nazionale fondata sui valori morali e civili del Risorgimento.
Breccia di Porta Pia in una foto d’epoca
Da quel giorno soleggiato di fine estate di 147 anni fa, in cui a tuonare erano stati i cannoni, la Breccia di Porta Pia è simbolo dell’Unità d’Italia. L’apertura di quelle mura consentì lo scambio di uomini e di idee e l’avvio del nostro paese alla modernità. Nel 1895 il XX Settembre diventò festa nazionale, poi revocata nel 1930 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Di recente sono stati presentati disegni di legge per ripristinare la festività. Oggi, il dissidio che a lungo oppose Stato e Chiesa è stato superato con la conciliazione dei valori laici e cattolici in nome di un unico spirito nazionale che coniuga tutte le radici culturali del nostro paese. Nel 2010 il cardinale Tarcisio Bertone, che all’epoca era segretario di stato vaticano, ha partecipato per la prima volta alle celebrazioni del XX Settembre a Porta Pia insieme all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.