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lunedì 18 settembre 2017

Il coraggio di andare oltre. L’allocuzione del Gran Maestro Stefano Bisi


Ecco l’allocuzione pronunciata dal Gran Maestro Stefano Bisi in occasione del XX Settembre 2017
“È molto bello vedere il Vascello dopo i lavori di restauro della facciata, che sono stati fatti, e senza la tensostruttura, cosa che consente a tutti di ammirare la sede del Grande Oriente d’Italia in tutta la sua bellezza  con la bandiera, il nostro labaro,  che sventola  in cima a questo palazzo e che racchiude tutta la nostra storia. E per  condividere  con tutti voi questa gioia chiamo sul palco la giunta del Grande Oriente d’Italia, il nostro dream team per usare una metafora sportiva”. Il Gran Maestro Stefano Bisi,  nel giorno di apertura dei festeggiamenti del XX Settembre, al momento dell’allocuzione, ha voluto accanto a sè sul palco del Vascello, come sempre, tutta la sua squadra: i due Gran Maestri Aggiunti Sergio Rosso e Santi Fedele, il primo Gran Sorvegliante Antonio Seminario, il Secondo Gran Sorvegliante Pasquale La Pesa, il Grande Oratore Claudio Bonvecchio, il Gran Segretario Michele Pietrangeli, i Gran Tesorieri Aggiunto Giuseppe Trumbatore ed Enzo Liaci, i due consiglieri dell’Ordine in Giunta Fabrizio Celani e Lello Sechi. “Questo è il nostro dream team”, ha ripetuto. Unico assente, giustificato,  Emanuele Melani il Presidente degli Architetti, costretto a rientrare a Empoli.
“Il XX settembre,  per noi liberi muratori del Grande Oriente è una grande ricorrenza, che ha grande importanza perché  non è solo memoria del passato, di una Libertà riconquistata ma celebrazione di una Libertà che va sempre tutelata e difesa. Ovunque. In Italia, in Europa e nel mondo”, ha sottolineato. “Oggi – ha aggiunto- per la prima volta, dopo tanti anni, non è tra noi un combattente della libertà, un fratello, libero muratore, che qualche giorno fa è passato all’Oriente Eterno”, ha aggiunto poi Bisi  ricordando Corrado Balacco Gabrieli. “Corrado Balacco Gabrieli era medico, uno scienziato, un fratello che aveva fatto parte della giunta del Grande Oriente d’Italia e che era stato per 9 anni Sovrano del Rito Scozzese Antico e Accettato. La sua caratteristica era la profonda umanità”, ha riferito Bisi, ricordando un episodio che di questo è testimonianza. “Una quindicina  di anni fa a Firenze -ha raccontato il Gran Maestro- un fratello a me molto caro, che si chiamava Franco, stava perdendo la vista. Corrado lo volle incontrare e visitandolo capì subito che non c’era nulla da fare. Prese la faccia di Franco tra le mani e l’accarezzò e gli disse ‘forza’  Corrado è stato un uomo, uno scienziato, un fratello che ha reso onore al Grande Oriente d’Italia e alla comunità scientifica italiana e internazionale. Ho voluto ricordarlo, oggi, di fronte a tutti voi”.
“E i combattenti per la libertà – ha osservato- ci sono ovunque in Europa. Tanti fratelli, che combattono per la libertà. E oggi tra noi c’è  il Gran Maestro della Gran Loggia Nazionale Francese Jean Pierre Servel, accompagnato da Gaspare Giallo. Siete i benvenuti. La nostra casa è la casa di tutti i liberi muratori e in particolare dei fratelli della Gran Loggia Nazionale francese. Un’amicizia che viene da lontano, un’amicizia che ci riempie di orgoglio e che deve riempire d’orgoglio tutti i fratelli liberi muratori italiani.Ed è per questo che oggi a nome della Giunta e a nome del Grande Oriente d’Italia desidero attribuirgli di fronte a tutti voi l’onorificenza Giordano Bruno, classe oro”, ha annunciato  il Gran Maestro, che sulle note della Marsigliese, suonata dall’orchestra Garibaldina di Poggi Mirteto,  ha consegnato al suo omologo francese, il prestigioso riconoscimento. Servel, visibilmente commosso, dopo l’inno, ha ringraziato il Gran Maestro, invitandolo alla Gran Loggia francese che si terrà il 2 dicembre.
Noi in questi anni – ha poi aggiunto Bisi- abbiamo fatto germogliare ovunque l’albero della Libertà, dell’Uguaglianza e della Fratellanza, abbiamo superato barriere che sembravano insormontabili, abbiamo fatto da scudo per tutti gli uomini. Noi ci siamo sempre stati nei momenti belli e in quelli bui dell’umanità. E oggi che assistiamo ad aberranti violenze contro delle donne,ad episodi drammatici di razzismo, ad attentati terroristici, con morti, sangue, scenari apocalittici e che viviamo in città talvolta disagiate e sfiorite. Ma vediamo anche- ha rimarcato il Gran Maestro- tante cose belle, tanti eroi positivi, come gli angeli del fango, che in questi giorni stanno aiutando la città di Livorno gravemente colpita dall’ alluvione. Questi ragazzi, questi giovani che non ci hanno pensato due volte a mettersi gli stivali e ad andare ad aiutare la popolazione colpita  dalla alluvione dimostra che l’uomo dentro di sè ha la forza e la ragione per andare oltre queste fasi delicate del quotidiano divenire. E sottolineo questa parola, “oltre”, che ci accompagna da stamani, è una sorta di slogan, ma più che uno slogan è un programma per il futuro. Programma per il futuro perchè dire avanti è un po’ diventata una abitudine e perchè andare avanti è una scelta forzata, non si può andare indietro, le lancette dell’orologio camminano, non si fermano mai. Andare oltre invece è una scelta di volontà, vogliamo guardare oltre, oltre le differenze, le difficoltà, oltre gli ostacoli. E noi liberi muratori siamo gli uomini dell’oltre, coloro che irradiano luce con le loro mani fraterne e gli atti di un secolare lavoro che forgia dentro i templi persone nuove e capaci di mettere il loro talento al servizio del prossimo. Noi non ragioniamo facendo calcoli elettorali – ha detto Bisi- Purtroppo qualche politico guarda  eccessivamente ai sondaggi e poco alla propria coscienza. Ma così si possono anche vincere le elezioni ma si perde la partita dell’umanità. E bisogna guardare oltre, bisogna guardare al futuro, non fermarsi all’oggi, al contingente. Noi, da sempre, costruiamo ponti, che uniscono diverse visioni. Per noi oltre significa essere capaci ognuno con le proprie competenze per  offrire al mondo il meglio che un Libero Muratore può dare”.
“E allora – è stato il suo invito- cerchiamo tutti di andare “oltre”, svolgendo con coscienza e critica il nostro ruolo di cittadini che vogliono bene all’Italia. L’Italia è la nostra nazione, è la nostra patria. E non dico il nostro paese. A me non piace dire l’Italia è il nostro paese. Il paese per ognuno di noi è il luogo, la frazione, il comune, dove è cresciuto, dove è nato. Per me è Arbia Scalo “larga, colorata e rossa”. Sono nato e cresciuto in riva all’Arbia. Quello è il mio paese, l’Italia è la mia nazione, la mia patria, che è capace di accogliere, di accogliere anche chi nasce qui e che ha un colore della pelle scuro. Cosa vuol dire uomini di colore? Anch’io sono un uomo di colore, di colore bianco  e l’altro di colore nero, di colore giallo,. o ha gli occhi celesti, o bruni, ma sono italiani. E sono le persone adulte che creano le barriere. Non sono i ragazzi”. “Noi -ha proseguito Bisi- dobbiamo insegnare e imparare a voler bene all’Italia e dobbiamo partire dalla scuola, dalla formazione, dalla cultura, per essere al passo con altre nazioni europee”.
“E ai nostri giovani – ha raccomandato il Gran Maestro- bisogna parlare senza paternalismo, ricordando che siamo stati tutti come loro, parlare, dialogare. Perchè dai ragazzi abbiamo noi tutti tanto da imparare. Perchè mentre il parlamento discute e non riesce ad andare avanti sullo ius soli, i ragazzi questa proposta di legge l’hanno già adottata, attuata. E vi racconto cosa è successo a un mio amico romano: una sera torna a casa e vede che il figlio studia con un ragazzo nero. Quando il ragazzino di colore se ne va, il padre chiede al figlio: “da dove viene il tuo compagno di scuola?”. “Dar Testaccio” è la risposta. Il ragazzo di colore è nato “ar Testaccio”, parla romano, tifa Roma, indossa la maglia numero 10 di Totti e il suo sogno è di giocare nella nazionale di calcio azzurra. Perché l’Italia è la sua patria, lui è nato qui, ha frequentato le scuole elementari qui. L’Italia è la sua patria”.
E per quanto riguarda la scuola, ha osservato il Gran Maestro, “tutti noi possiamo fare molto. Certo bisogna  mettere studenti e insegnanti in grado di studiare e insegnare bene. Ognuno faccia la sua parte. Come noi, nel nostro piccolo abbiamo cercato di fare con le borse di studio che assegneremo agli studenti delle aree terremotate che hanno conseguito la maturità con il massimo dei voti. Quei ragazzi sono un esempio. Sono riusciti ad andare “oltre”, superando la forza dei terremoti con la voglia di guardare avanti, “oltre”. Come “oltre” ogni limite sono riusciti ad andare  i ragazzi del basket in carrozzina di Reggio Calabria che la Giunta del Grande Oriente d’Italia ha deciso di sostenere nel loro straordinario impegno sportivo e umano. Il presidente, l’allenatore e i ragazzi domani saranno qui. Sono ragazzi che hanno le braccia da atleti e  hanno le gambe inferme, chi ce l’ha. Sono infallibili nel tiro da tre punti ma non possono fare le schiacciate. Non si sono arresi. Così come non si è arreso, quando ha visto che una coetanea stava annegando Valerio Catoia, un giovane di 17 anni, che lo scorso luglio a Sabaudia ha salvato una sua coetanea che stava annegando in mare. Noi lo premieremo -ha annunciato Bisi- qui il 18 sera al Vascello con una medaglia”.
“Noi siamo uomini – ha rircordato il Gran Maestro- che vogliono favorire l’unione dei popoli, la crescita di questa nostra nazione, noi non permettiamo a nessuno di andare oltre la Costituzione. I liberi muratori vanno rispettati e non messi all’indice con tanti pregiudizi. Ci vogliono mettere paura, ci hanno provato. Ci stanno provando, venite a conoscerci, senza tanti “ma”. In troppi oggi, quando parlano della Massoneria, dicono ‘avete avuto Garibaldi ma…’ , ‘avete fatto il Risorgimento ma…’,  ‘avete avuto Giosuè Carducci, ma…”. Tutti “maoisti” sono diventati, non nel senso del mitico leader della rivoluzione cinese. Bisogna dialogare, come ha detto Fausto Bertinotti, quando gli è stato chiesto ‘ma lei senatore va al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini?’. ‘Sì’, ha detto, ‘perchè di fronte a noi abbiamo un’impresa terribile, quella di ricostruire la democrazia e la democrazia si ricostruisce con il dialogo tra chi è distante. Così come andare oltre vuol dire dare una spinta a una nuova stagione di diritti”.
“E il primo diritto -ha rammentato Bisi- è quello del lavoro. Noi dobbiamo tenere ben presente i diritti che hanno conquistato i nostri nonni e genitori. E dobbiamo anche oltre su certi temi, come la bioetica, il diritto alla vita, rispettosi delle scelte di tutti. Guai a fermarsi in questo proposito.  Andiamo “oltre”, da maratoneti che hanno in mano la fiaccola della libertà. Noi non possiamo fermarci. E non ci fermeremo. E non ci fermeranno, perchè in questo anno in cui ce l’hanno fatta di tutti i colori, per dirla alla Toscana, siamo cresciuti. I fratelli con grande forza, con grande coraggio, hanno intensificato la loro azione, sono stati una spinta al Grande Oriente d’Italia. Ci siamo abbracciati, come oggi tutti insieme per andare oltre e non ci fermeranno. Non morirà il Grande Oriente d’Italia. Non ci fermeranno perchè chi si ferma, lentamente muore – ha avvertito- chi si ferma, si arrocca su posizioni che non portano da nessuna parte. C’è una poesia molto bella,  potente, una poesia di una giornalista brasiliana, che si chiama  Martha Medeiro: è un programma di vita, un progetto di vita. Voglio leggerla insieme a voi”.
Lentamente muore/chi diventa schiavo dell’abitudine,/ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,/chi non cambia la marcia,/chi non rischia e cambiare colore dei vestiti,/chi non parla a chi non conosce./Muore lentamente chi evita una passione,/ chi preferisce il nero su bianco/e i puntini sulle “i”/piuttosto che un insieme di emozioni,/proprio quelle che fanno brillare gli occhi,/quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,/quelle che fanno battere il cuore/davanti all’errore e ai sentimenti./Lentamente muore/chi non capovolge il tavolo,/chi è infelice sul lavoro,/chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,/chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati./Lentamente muore chi non viaggia,/chi non legge,/chi non ascolta musica,/chi non trova grazia in se stesso./Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,/chi non si lascia aiutare/chi passa i giorni a lamentarsi/della propria sfortuna o della pioggia incessante./Lentamente muore/chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,/chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,/chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce./Evitiamo la morte a piccole dosi,/ricordando sempre che essere vivo/richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare./Soltanto l’ardente pazienza/porterà al raggiungimento/di una splendida felicità./
“Questa –ha concluso Bisi- non è semplicemente una poesia molto bella. È un programma di lavoro, un progetto di vita. Noi liberi muratori perseguiamo questa felicità, ma la  felicità che perseguiamo è l’armonia che è la felicità di una comunità, mentre la felicità di per sè è uno stato di benessere egoistico. Noi inseguiamo l’armonia, che è la sublime Utopia di un mondo sorretto dai pilastri della Libertà, dell’Uguaglianza e della Fratellanza. E andando “oltre”. Per il bene dell’Umanità.
Viva il Grande Oriente d’Italia. Viva tutti noi”.

XX Settembre. Appuntamento a Porta Pia


Michele Cammarano La carica dei bersaglieri alle mura di Roma (1871, Napoli, Museo di Capodimonte)
La giornata conclusiva di celebrazioni sarà dedicata alla memoria storica, mantenuta sempre viva in questi 147 anni dal Grande Oriente, della Breccia di Porta Pia. Il Gran Maestro Stefano Bisi, come è tradizione, si è recato con una delegazione si troverà  presso la targa che ricorda i fatti del 20 settembre 1870 dove è stata deposta una corona d’alloro. “”, ha detto il Gm in un breve discorso commemorativo. Una corona è stata collocata anche alla base del monumento a Giuseppe Garibaldi sul Monte Gianicolo. Porta Pia fu fatta erigere a Roma nel 1561 da Pio IV, presso l’antica Porta Nomentana, su disegno di Michelangelo. Il 20 settembre 1870 il tratto tra Porta Pia e Porta Salaria fu l’obiettivo dell’attacco principale delle truppe italiane, guidate dal generale Raffaele Cadorna, contro l’esercito papalino per l’occupazione di Roma. I primi colpi di artiglieria raggiunsero le mura alle 5,15. I pontifici alzarono la bandiera bianca alle 10,05, mentre i reparti più prossimi all’ampio varco, che nel frattempo era stato aperto, davano inizio all’ingresso degli Italiani a Roma. Il primo soldato a varcarlo  fu il sottotenente Federico Cocito della 5ª batteria del 9° reggimento artiglieria pesante comandata dal Capitano Giacomo Segre. Tra i giornalisti al seguito degli artiglieri italiani c’era anche Edmondo De Amicis che immortalò con queste parole quello storico momento: “Porta Pia era tutta sfracellata; la sola immagine della Madonna, che le sorge dietro, era rimasta intatta; le statue a destra e a sinistra non avevano più testa; il suolo intorno era sparso di mucchi di terra; di materassi fumanti, di berretti di Zuavi, d’armi, di travi, di sassi. Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri reggimenti”. Da quel giorno di fine estate di 147 anni fa, in cui a tuonare erano stati i cannoni, la Breccia di Porta Pia è simbolo dell’Unità d’Italia. L’apertura di quelle mura consentì lo scambio di uomini e di idee e l’avvio del nostro paese alla modernità. Nel 1895 il XX Settembre diventò festa nazionale, poi revocata nel 1930 dopo la firma dei Patti Lateranensi. Di recente sono stati presentati disegni di legge per ripristinare la festività. Oggi, il dissidio che a lungo oppose Stato e Chiesa è stato superato con la conciliazione dei valori laici e cattolici in nome di un unico spirito nazionale che coniuga tutte le radici culturali del nostro paese. Nel 2010 il cardinale Tarcisio Bertone, che all’epoca era segretario di stato vaticano, ha partecipato per la prima volta alle celebrazioni del XX Settembre a Porta Pia insieme all’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
E’ del 1905 il primo film su ‘La presa di Roma’
All’evento della breccia di Porta Pia fu dedicato nel 1905 il primo film prodotto in Italia da una casa cinematografica. Il regista, Filoteo Alberini, maestro massone del Grande Oriente d’Italia, aveva compreso che il cinema rappresentava  uno strumento pedagogico formidabile per costruire un’identità nazionale fondata sui valori morali e civili del Risorgimento.

XX Settembre. Premio Treves, consegnati i riconoscimenti


Cerimonia di consegna domenica 17 settembre al Vascello dei Premi Treves. Il prestigioso riconoscimento, giunto alla XII edizione, riservato ai giovani e che mira a promuovere riflessioni su spirito e necessità dei nostri tempi affiancando al tema specifico della Libera Muratoria argomenti di attualità, pensiero, simboli e valori di oggi, è diviso in due sezioni: la prima – sezione A- riservata alle tesi di laurea, di dottorato o a studi inediti sulla Libera Muratoria; la seconda, che è una novità di quest’anno,- sezione B- agli studenti dell’ultimo triennio degli istituti di istruzione di secondo grado (liceo, istituto tecnico, istituto di formazione professionale ecc.) autori di un componimento, su uno dei tre temi indicati nel bando, della lunghezza compresa tra le 1500 e 5000 parole.
Sezione A
La vincitrice del primo premio della sezione A, consistente in 1500 euro, è stata  Cornélie Mathys, brillante ricercatrice belga per l’opera “La Bibliothèque de Propagande (1903-1914): un outil efficace pour l’anticléricalisme ?”,  che “attraverso una attenta disamina – si legge nelle motivazioni- ricostruisce una pagina estremamente significativa della battaglia condotta in Belgio dalle forze democratiche e progressiste per la sempre più compiuta realizzazione della laicità dello Stato.
Il secondo premio di 1.000 euro è stato assegnato all’opera “Francesco Saverio Salfi. Un patriota calabrese per l’Italia e per l’Europa”, presentata da Giuseppe Emanuele Granata,  un lavoro che “sulla scorta di una attenta ricognizione bibliografica e di un oculato utilizzo delle fonti archivistiche –ha sottolineato la giuria- ricostruisce compiutamente l’itinerario politico e massonico di un patriota calabrese sino ad ora poco studiato”.
Carlotta Andrea  Buracchi Bresciani è stata conferita una menzione speciale per l’opera “Sorelle d’Italia. La Massoneria femminile italiana nel contesto europeo” che “analizza con ricchezza di documentazione e con acume critico un tema di sicuro interesse quale quello della iniziazione femminile”.
Sezione B
Per la sezione B sono stati assegnati quattro premi di 500 euro ciascuno agli studenti Federica Russo per il tema “Migliorare noi stessi per migliorare il mondo”Vincenzo Straface per il tema “Migliorare noi stessi per migliorare il mondo”; Luca Passarini per il tema “Associazionismo e giovani: alla riscoperta della dignità dell’uomo” (inserito nella traccia “Migliorare noi stessi per migliorare il mondo”); Francesco Federiciper il tema “La cultura come antidoto alle invasioni barbariche”.
Inoltre, a latere del Premio Treves, la Giunta del Grande Oriente d’Italia, nella seduta dello scorso 14 luglio, ha deliberato di assegnare una menzione speciale e un premio di 500 euro alla tesina di maturità dal titolo: “La Massoneria” presentata da Antonio Milone, che ha intervistato il Gran Maestro Stefano Bisi e ha cercato di analizzare il modo in cui la Libera Muratoria viene comunicata dai media.
A consegnare i Premi i due giurati Claudio Bonvecchio, Grande Oratore del Grande Oriente d’Italia, che ha ricordato la figura di Treves e Santi Fedele, Gran Maestro Aggiunto, che ha spiegato lo spirito del prestigioso riconoscimento, che evidenzia  l’attenzione dei Liberi Muratori per le nuove generazioni e il costante interesse per l’educazione e la cultura che ricalca l’impegno della Massoneria storica del nostro Paese e di suoi prestigiosi esponenti nelle scuole, nelle università e nelle istituzioni pubbliche.Presente alla cerimonia  Paola Treves, nipote di Giacomo. 
Gabriele D’Annunzio con i capi del Movimento segreto Fiumano, Mario D’Osmo e Giacomo Treves (a destra), Fiume, s.d. (Archivio Storico del Grande Oriente d’Italia)
Giacomo Treves, al quale è intitolato il prestigioso riconoscimento, fu uno dei componenti del «Comitato Segreto» che preparò, nel settembre 1919, l’impresa dannunziana di Fiume; attività testimoniata dalle carte che i figli Eugenia e Giorgio hanno donato nel 1991 al Grande Oriente d’Italia con la richiesta di istituire, a suo nome, borse di studio per ricerche sulla Massoneria in Italia e all’estero. Nel tempo la selezione ha valorizzato molte opere in varie discipline. Giacomo Treves nacque a Torino il 1° aprile 1882 ed entrò giovanissimo nell’Istituzione massonica alla quale dedicò tutta la vita. Fu maestro venerabile della storica Loggia Ausonia di Torino e all’epoca di Trieste italiana alla fine del primo conflitto mondiale, fondò il 15 dicembre 1918, con altri 8 fratelli, la Loggia Guglielmo Oberdan ricoprendo la carica di Secondo Sorvegliante.
Il fondo Treves, ordinato e conservato dall’Archivio Storico del Grande Oriente d’Italia, raccoglie le carte che documentano l’impresa di Fiume attraverso lettere, fotografie, giornali d’epoca, cartoline.


venerdì 15 settembre 2017

Gunther d'Amalfi, cavaliere templare. Tipheret ripropone il libro-culto di Franco Cuomo




A dieci anni dalla scomparsa dell’autore, Tipheret ripropone, quello che è diventato un libro cult per gli appassionati dei grandi temi cavallereschi e dei misteri medievali: “Gunther D’Amalfi, cavaliere templare” di Franco Cuomo, un romanzo, nato dalla straordinaria capacità dell’autore di contaminare la documentazione storica con la fantasia più trasgressiva. Un’appassionante avventura che ricorda per molti aspetti una moderna spy–story, seppure immersa in un tardo Medioevo. Sogni di gloria e d’amore, ma anche devastanti crisi spirituali, s’intrecciano su questo sfondo storico, nel segno di quella che fu la grande utopia templare, la realizzazione cioè di un’armonia universale attraverso il sincretismo delle due grandi religioni contrapposte della cristianità e dell’islam, senza esclusione per l’ebraismo (che all’epoca non era in armi come oggi, ma comunque in campo con il peso del suo primato storico tra le tre grandi religioni monoteiste). Un’utopia la cui attualità è sotto gli occhi di tutti per il dramma che si vive quotidianamente in Medioriente.

I costruttori. Uno studio sulla Massoneria





Un classico eccezionale nella letteratura massonica che offre sia una prima storia della Massoneria che un'esposizione della fede e del significato di questa storica istituzione. Joseph Fort Newton è curato da Douglas Swannie in questa prima edizione italiana in uscita per Tipheret - Gruppo Editoriale Bonanno.

Rito di York: a Cosenza sei nuovi Maestri dell'Arco Reale


Ieri sera a Cosenza, al Capitolo Diapason, sei compagni sono stati accolti tra gli Eccellentissimi Maestri ed esaltati al Sublime grado dell'Arco Reale. A tutti loro buon lavoro da tutto il Rito di York...

L'Eggregore in Massoneria






di Enzo Heffler

«Mi può spiegare quale sia la differenza fra un incontro di massoni e quello di un qualsiasi gruppo di persone?».
Questa è la domanda che mi pose anni fa un giovane apprendista, con questo termine i massoni indicano coloro che da poco tempo sono stati iniziati alla Libera Muratoria; da un primo esame può sembrare alquanto banale, invece essa nasconde tutta una serie di significati di profonda valenza. Anche se ritengo che l'autore del quesito avesse avuto un colpo di fortuna nell'avanzare il tema, poiché non percepiva quanto si celasse dietro quelle parole.
I massoni 'lavorano' per il perfezionamento di se stessi, per forgiare uomini che abbiano acquisito i mezzi necessari per agire per il bene e il progresso dell'umanità. Tale trasformazione avviene all'interno di un forno alchemico, il Tempio massonico, che viene alimentato dall'energia di tutti coloro che prendono parte alla tornata.
La tradizione iniziatica di tutti i tempi ha lavorato incessantemente per lo sviluppo dell'intuizione collettiva; coloro che si sono adoperati per tale sviluppo spesso si sono trovati a 'sentire' diversamente la realtà. Questo perché avevano imparato a leggere la coscienza collettiva come fosse uno spartito musicale, sentendo sulla pelle le 'parole silenti' dell'intuizione. Quest'energia metafisica che alimenta il forno alchemico prende il nome di Eggregore (o di Eggregoraz: può sembrare strano ma una bibliografia che spieghi veramente il significato del termine in oggetto è praticamente inesistente).
Cerchiamo di capire: che cos'è un Eggregore? Per cercare di essere facilmente comprensibile credo sia utile iniziare parlando degli 'insiemi matematici', vi ricordate quanto frequentavamo le elementari e la maestra iniziò il programma di matematica illustrando alla classe cosa fosse un insieme? Proviamo a risvegliare nella nostra memoria questo ricordo: si definisce 'insieme matematico' quando, dato un gruppo di elementi, si possa stabilire con precisione quali siano quelli che vi appartengono. In altre parole se prendiamo come base tutte le razze di pesci conosciute, potremo identificare un insieme composto dai soli pesci che vivono in acqua dolce, oppure un secondo insieme unendo solamente quelli che appartengono al genere mammifero, e potremmo procedere con altri esempi del genere all'infinito.
L'elemento cardine è il legame che esiste tra i componenti, ossia il possedere o meno certe caratteristiche determina l'appartenenza o l'esclusione dall'insieme che abbiamo definito, in modo esclusivo. Pertanto una prima definizione di Eggregore che possiamo formulare è "un Eggregore è un insieme di persone", infatti il significato di questa parola indica un 'insieme', un 'gruppo' di persone legate da sentimenti, ideali, usi e costumi comuni.
Prima di proseguire occorre premettere che l'Uomo è un continuo emettitore di energia che varia nella sua intensità, frequenza ed ampiezza, secondo la sua intenzione, la sua parola e la sua gestualità. Questo è oggi accettato dalla scienza ufficiale che ammette una differenza di potenziale dell'ordine di millesimi di volte, 3 millivolt circa. Non si sa però se insieme a questa differenza di potenziale ci sia un'altra 'quantità', un'altra forma di energia non ancora conosciuta: che sia Spirituale?
Negli ultimi anni si è affermata una branchia della ricerca medica chiamata radioestesia; uomini del calibro del professore di fisica Giambattista Callegari hanno fondato il loro lavoro su questa differenza di potenziale realizzando strumenti medicali (1951) che permettono di amplificare e di usufruire queste energie. Agli Iniziati quanto detto è noto da sempre ed anche a molti scienziati, forse Iniziati anche loro.
Dopo questa debita premessa, possiamo affermare che quando un insieme di persone si unisce all'intento comune, dovuto come detto da sentimenti, idee comuni, una forma di energia interiore, questo genera un Eggregore Vivo, senziente, pertanto: più uomini con intenti comuni, Eggregore fisico, mettono in comune, uniscono la loro energia, Eggregore Spirituale.
Appare chiaro che come esistono Eggregori fisici che professano l'elevazione spirituale, ne esistono altri che seguono indirizzi opposti; esistono Eggrvgori spirituali 'buoni' o 'cattivi', 'positivi' o 'negativi' a seconda del punto di vista dal quale si osservano.
Ad esempio, una folla di fedeli in preghiera, è un Eggregore fisico: la sua azione è naturalmente tanto più efficace quanto più sentita è la preghiera, e tanto più ancora se è per tutti una e se è guidata, convogliata da chi ne ha i poteri, verso un determinato obiettivo, si produce un Eggregore spirituale positivo. Altro esempio: un campo di battaglia medioevale, dove nella lotta all'arma bianca ognuno dei partecipanti dimentica ogni suo ideale, ogni sua ragion d'essere, nel desiderio di uccidere l'avversario o almeno di salvare la propria vita spegnendo quella altrui, è un Eggregore fisico. L'azione produce un'energia che lentamente si distacca dal piano fisico che lo genera formando un Eggregore spirituale con caratteristiche di odio, egoismo e di volontà nefasta. Tanto più forte è la personalità dei partecipanti all'Eggregore fisico e tanto maggiori sono i poteri di chi lo dirige, tanto più forte risulta l'Eggregore spirituale.
Appare evidente che un'Eggregore spirituale trae la sua forma da un'Eggregore fisica, pertanto se essa dovesse venire meno o addirittura, a causa di alcuni dei suoi membri, tramutare i suoi fini l'Eggregore spirituale verrebbe meno a sua volta o cambierebbe il suo scopo o i suoi effetti. È per questo che, negli Ordini costituiti, la scelta di coloro che vi apparterranno dece essere accurata. Chi appartiene ad un Ordine iniziatico appartiene ad una sola e unica stirpe, in quanto le differenze sono annullate con l'Iniziazione.
L'ammissione all'Ordine attraverso il Rito iniziatico è una nuova nascita, mentre la conquista di un grado nell'Ordine è l'affinamento della stirpe, realizzato tramite il proprio miglioramento; per realizzare tutto ciò appare evidente che occorre un Rito appropriato per ogni passaggio. È agevole intuire come sia estremamente facile commettere un errore o provocare reazioni diverse da quelle prefissate, ed è altrettanto semplice commettendo un sacrilegio 'disgregare'.
L'ingresso di un Adepto aumenterà la possanza dell'Eggregore grazie alle qualità e ai difetti da lui posseduti, nel contempo l'Eggregore lo isolerà dalle forze esteriori del mondo fisico e rinforzerà, con tutta la forza collettiva che ha immagazzinato, i lati deboli dell'uomo che si è legato a lei.
Nelle Iniziazioni l'iniziatore deve ottenere la concentrazione delle 'influenze' benefiche e propizie dell'Eggregore, al fine di acquisirle, possedere cioè la forza per poterle in parte trasferire con i suoi gesti, con le sue parole e con le sue intenzioni sul postulante. Un solo gesto sbagliato da parte di uno dei partecipanti al rito, una sola parola in più detta dall'iniziatore o da un suo assistente può rendere tutto vano e anche pericoloso. Perché il Rito è in azione. Vi ricordate la domanda iniziazione che mi fu posta dal giovane adepto? «Mi può spiegare quale sia la differenza fra un incontro di Massoni e quello di qualsiasi gruppo di persone?».
Una Loggia Massonica genera, attraverso i lavori condotti secondo un rituale ben definito e la loro ripetizione temporale, una forza alimentata da una potente corrente spirituale tratta dalle capacità, dalle qualità, dall'esperienza dei suoi membri; questa energia, che abbiamo chiamato Eggregore, li isola dalle forze esteriori e rinforzerà i loro lati positivi. Quindi permette, attraverso una modalità speciale, di legare tra di loro i membri in una catena d'unione e ci connetterli ad una realtà superiore che li comprende.
Il particolare legame che si instaura tra i membri di un Ordine iniziatico, basato sul coinvolgimento di sentimenti di solidarietà, di tolleranza, di affetto volto all'edificazione comune, fonte primaria di alimentazione di questa forza, si manifesta anche al di fuori delle Tornate. Se avviene un incontro fra un gruppo di persone, che si ritrovano per la prima volta, in mezzo alle quali vi sono due o più iniziati, potrete notare come si formi tra di loro una rapida intesa, avviando una conversazione amichevole che può indurre al sospetto che si conoscessero già da tempo.
Se vi ricordate, all'inizio, abbiamo condiviso il concetto che gli Iniziati sviluppino l'attitudine ad una diversa lettura della realtà, avendo affinato la loro intuizione grazie all'energia eggregorica che si è trasferita in loro, per questo motivo è naturale che le affinità intellettive percepite li spingano gli uni verso gli altri, al fine di soddisfare la naturale esigenza di ricreare quel clima che sono abituati a vivere quando si incontrano.
Questo sentimento, che prende il nome di Fratellanza, non solo prevarica l'appartenenza alla singola Officina, ma anche l'estrazione sociale, il credo religioso e l'orientamento politico, a tal proposito come non ricordare la meravigliosa poesia di Rudyard Kipling, «La Loggia Madre», che esprime con la semplicità dei grandi queste emozioni.

giovedì 14 settembre 2017

Il Gran Maestro del Grand’Oriente d’Italia ad Anzio per ricordare Nicolò Scatoli


La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica della Breccia di Porta Pia quando Roma divenne italiana.


Stefano Bisi
La Massoneria del Grande Oriente d’Italia, in questi 147 anni, ha mantenuto viva la memoria storica della Breccia di Porta Pia quando Roma divenne italiana.
E nei prossimi giorni il Gran Maestro Stefano Bisi verrà in visita ad Anzio, al Cimitero comunale, per deporre una corona sulla tomba di Nicolò Scatoli. Si tratta del trombettiere dei Bersaglieri che prese parte alla battaglia per la conquista di Porta Pia. “Quegli eventi – si legge sul sito del Grand’Oriente d’Italia – costituiscono il culmine dell’epopea risorgimentale e sono anima del nostro paese. Nel 2017 il Grande Oriente rinnova lo spirito di quell’epoca e il valore dei suoi uomini esprimendo con il tradizionale Manifesto per il XX Settembre il continuo impegno dei liberi muratori. Un impegno che si è unito a quello di tanti uomini di buona volontà, non massoni, che oggi come ieri credono fermamente che il bene comune debba essere il motore per migliorarsi e migliorare. In nome della Libertà”. Insieme al Gran Maestro sarà presente ad Anzio il pronipote di Nicolò Scatoli, Alessandro.
L’ultima visita del Gran Maestro Stefano Bisi, ad Anzio risale al 27 settembre dello scorso anno in occasione dei settant’anni della repubblica italiana.

A gentlemen’s guide to joining Freemasonry.


Good morning brethren. Today I got a early start on the day. 
Today I’m going to attempt to put into words why a man would want to join the fraternity. And why he wouldn’t. Based on 3 things. What he knows, what he sees, and what he experiences. This one will be lengthy. 
  Let’s begin with what Freemasonry is said to be. Freemasonry is a beautiful moral system that’s illustrated by symbols and veiled in allegory. It’s a system of moral code. How it differs from religion or any other moral system: It truly doesn’t. Not from the outside. Once inside the fraternity, for me at least, everything about it is different. 
   Freemasonry for me is a way of life. It’s a way of viewing the world from a tolerant perspective. That’s what it’s supposed to be. Sure, you’ll have the occasional experience that can affect your thoughts on the fraternity. But the important thing to consider is it’s a human institution. Much like religions. However, Freemasonry is not a religion. Humans have many errors and make many mistakes. Myself included. The fraternity is setup to inspire its members to live the life of a gentleman.
   So why would anyone join the fraternity at all? Let’s look at the 3 things that can influence why, or why not.  
   Reason #1:
What do you know about Freemasonry?
Many people think its just a social club, or a civic organization that just meets to hang out. Or, even a community organization that donates time and money to their communities. All of this is absolutely true. But these reasons didn’t come until much later. 
   Freemasonry is a place where all men can enter and be accepted for who they are. No matter your political views, religious specifics, race, creed, financial position in society… Or any other specific reason that may otherwise set you apart. That’s what Freemasonry is for me. And Thats what it has been since it began. 
   Every institution has its fare share of sour apples. But the important thing to remember is that we’re all human. And it’s human nature to make mistakes. Freemasonry is about tolerance. To accept people for their flaws because we realize we have them as well. No one is perfect. 
   Reason #2:
What you witness by members of this fraternity is typically very personal and subjective to that one person. Whether it be a good experience, or a bad one. Freemasonry is a moral system. There can be men in this fraternity, much like others, who may not consider the betterment of the fraternity as a whole. And that’s one huge and important lesson of Freemasonry. 
   Once you decide to join, if you decide. (we will never ask you, you have to ask us) You should be willing to always consider those who feel differently than you. Its okay to disagree. But a gentleman shouldn’t argue, be aggressive, or be demeaning towards others. This goes against the principals of our fraternity. Some practice these lessons better than others. Again, it’s a human run institution. So mistakes are bound to surface. That’s just life in general. 
   Reason #3:
When a man engages in conversation, over the course of any social engagement, opinions are typically formed about that person by the end of the discussion. How well has he carried himself, how well and respectful his interactions were, and how proper he chose to be during times of passionate debate. 
   A gentleman, a true gentleman, will keep respectful no matter the topic. For me, personally, this has been the hardest one to manage. Not getting overly passionate about things that are said that make me angry. Anger is a natural human emotion. But the line is crossed when anger is then acted upon outside the mind and thought process by rude and discourteous behavior towards others. 
   I personally feel Freemasonry has helped me more in this way than any other. Its given me patience, and fortitude to continue on and be respectful no matter what. Sure, I falter from time to time. But I’m human just like everyone else. 
Now for the message to my brethren specifically. 
Why a man wouldn’t join:
   We have all seen why a man wouldn’t join. We have seen it especially on social media and masonic Facebook pages. Those specific brothers who choose to carry themselves outside what it means to be a true gentleman and Freemason. What makes us different from the world of the uninitiated? Nothing. Not unless we take it upon ourselves to be true gentleman. 
   Freemasonry has always been the meeting of the noble mindset. To come together and meet as gentlemen. And to represent the fraternity as the same. What example are we setting when we are derogatory or demeaning? We’re setting a very poor example for the young brethren coming in, as well as painting the fraternity negatively in a manner that is not represented within the fraternity. 
   Tolerance isn’t about changing the opinions of others. Its about accepting them for who they are regardless of how you feel. To act upon our lessons and display a noble mindset. We are Freemasons. We are to be true gentleman when the world needs us most. We are to treat all men and women as our brothers and sisters. And with the same level of respect that we insist to receive in return. 
   Be tolerant. Be patient. Word yourself in a manner that is truly respectful and considerate. And do so outside how you feel personally. Because we either represent the fraternity, or we don’t. The choice is truly yours. And if you choose to not represent the fraternity for what it is, why are we here at all? 
   If we aren’t acting as gentlemen always, we won’t inspire men in good standing to join as gentlemen either. You have the ability to make the change yourself. And in doing so, others will do the same. Will the fraternity ever be perfect? No, that’s impossible. But that doesn’t mean we shouldn’t be trying to be perfect. 
As always, feel free to share and comment. 
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Have a wonderful day brethren.
©2016
By bro. Dave Bacon

Morris Ghezzi riposerà nel Pantheon dei Gran Maestri, al Verano




Il Gran Maestro Onorario Morris Ghezzi, figura di spicco della Massoneria nazionale, che ci ha lasciato prematuramente lo scorso aprile, riposerà nel Pantheon dei Gran Maestri e Grandi Dignitari del Grande Oriente d’Italia al Verano. 

Le sue ceneri saranno tumulate mercoledì 20 settembre alle ore 11 nel corso di una cerimonia, alla quale parteciperà il Gran Maestro Stefano Bisi, nel Pantheon che è situato nell’area chiamata del Pincetto nuovo (riquadro 52, n. 1, fila 97) del Cimitero Monumentale di Roma e identificata nei documenti d’archivio come “Tomba Adriano Lemmi”, dal nome dello storico Gran Maestro che nel settembre del 1880, quando ricopriva la carica di Gran Tesoriere nella gran maestranza Petroni, perfezionò l’acquisto, dal Comune di Roma, di una zona da riservare alla Massoneria. 

Oggi, quello spazio suggestivo, accoglie le spoglie di illustri Liberi Muratori del Grande Oriente del lontano e recente passato. Il primo dei Fratelli che vi riposano è il Gran Maestro Giuseppe Mazzoni, passato all’Oriente Eterno nel 1880.


Una delle ultimi iniziative di Morris Ghezzi, col Rito di York. Con Tiziano Busca, Davide Bertola, Mauro Cascio, Federico Pignatelli

Fonte: GOI

Norcia. Al via i lavori per l’illuminazione del campo di calcio con i fondi del Grande Oriente d’Italia




Inizio dei lavori per l’illuminazione del campo di calcio di Norcia
Dopo i pareri favorevoli della Soprintendenza e del Comune, e il superamento di alcuni impedimenti, di carattere idrogeologico, del territorio, a Norcia sono finalmente partiti i lavori per l’illuminazione del campo di calcio, opera che si realizzerà con i fondi del Grande Oriente d’Italia. Subito dopo il terremoto nel centro Italia, il Gran Maestro Stefano Bisi aveva dato la disponibilità del Grande Oriente a sostenere i giovani delle aree terremotate ascoltando le loro richieste e i ragazzi della Asd Norcia 480 avevano espresso il desiderio di avere l’impianto del loro campo di calcio per ricominciare a giocare. “Un desiderio che presto si realizzerà”, aveva detto il Gran Maestro sin dai primi incontri con il sindaco di Norcia Nicola Alemanno e che ora vede l’inizio con grande soddisfazione di tutti.
A questa iniziativa si unisce un’altra recentissima, sempre a favore dei giovani delle aree terremotate, che riguarda lo stanziamento di borse di studio per i ragazzi che hanno conseguito quest’anno la maturità con il massimo dei voti. Il concorso, bandito a luglio, scadrà il 31 ottobre.

Dante esoterico sabato a Villa Medici Il Vascello




“Parole e ritmo danno corpo alle figure e al travaglio delle anime della Divina Commedia. L’aria si riempie e si popola di nomi eterni, di personaggi tragici restituiti alla loro vera essenza, evocata dalla voce che diventa suono, nota musicale, immagine”. Emanuele Montagna introduce così il suo recital “Dante Esoterico. Lectura Dantis… in concerto” che torna in scena il 16 settembre a Roma nel ricco programma di celebrazioni del Grande Oriente d’Italia per l’Equinozio di Autunno e l’anniversario del XX Settembre. L’appuntamento è al Vascello, sede istituzionale del Grande Oriente d’Italia, alle ore 18. Montagna, autore, regista, attore, nome conosciuto, più volte ospite del Grande Oriente con varie rappresentazioni teatrali (l’ultima in ordine di tempo ad aprile per la Gran Loggia di Rimini) condurrà il pubblico in un viaggio suggestivo accompagnato dalle musiche originali del giovane compositore Franco Eco.

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Palermo. Il 28 settembre “Posa della prima pietra del tempio di Salomone”


Celebrazione del rito della “Posa della prima Pietra del Tempio di Salomone”, il 28 settembre in occasione dell’anniversario della loggia Keter n. 1488, al Tempio Ercole di  Palermo. La tornata sarà in grado di Apprendista e parteciperanno Giuseppe Trumbatore, Gran Tesoriere Aggiunto.  Gaetano Bosio, Grande Architetto Revisore, Tommaso Castagna, Grande Ufficiale, Antonio Recca, Presidente Collegio Circoscrizionale della Sicilia, Antonio Grigoli, Presidente del Consiglio dei Maestri Venerabili di Palermo.

ALLEGATI

Terni, la Loggia Petroni ricorda gli eroi del XX Settembre e l’episodio di Pescecotto


Il  XX Settembre del 1870, l’esercito sabaudo entrava a Roma e restituiva all’Italia la sua Capitale naturale. Era il coronamento di un sogno, per il quale tanti Patrioti avevano speso energie e dilapidato patrimoni, subito persecuzioni e prigionia, messo a repentaglio e spesso sacrificata la propria esistenza. Un tempo festa nazionale, oggi  a celebrarla ancora è la Massoneria Italiana, per la quale assume un significato simbolico, che va al di là del fatto storico: “la sconfitta del dispotismo e l’affermazione della libertà di culto e di pensiero”. 
Anche quest’anno la Loggia Petroni di Terni riprende i propri lavori a Pian di Maratta, presso il “Casino Faustini”. Una tradizione che si perpetua ormai da più di ventennio e che quest’anno si svolgerà il 21 settembre. Una cerimonia semplice, l’inno d’Italia, quello di Garibaldi, una breve allocuzione, la deposizione di una corona, a ricordo della partenza alla conquista di Roma di una colonna di soli patrioti ternani. Un episodio sottaciuto spesso dalla storiografia risorgimentale e il cui ricordo è affidato alla costanza e alla perspicacia dei Fratelli della Loggia Petroni. Nel Giugno del ’67, si presentarono due Ufficiali garibaldini si presentarono a Pietro Faustini, con la lettera:
Castelletti – 13 Giugno 1867. 
Mio caro Pietro Faustini, 
vanno a vedervi il Capitano Valeriano Perelli ed il Sottotenente Galliani Giacomo per consultarvi sulla Ferriera Bertè che voi conoscete – 
Vostro Giuseppe Garibaldi”.
che spingeva ad un moto su Roma. A Pescecotto si raccolsero un centinaio di giovani ternani, che armati coi fucili, nascosti fin dai tempi di Aspromonte, nella notte del 18 Giugno, col fucile in spalla, un tozzo di pane e una crosta di formaggio nella bisaccia, traghettato il Nera, e s’avviarono sulla via per Roma. Giunti sui Monti della Fara, la mattina del 21 furono intercettati dall’Esercito Italiano: 72 di essi fermati dai granatieri, catturati dagli zuavi quanti quelli che varcarono ilconfine; arrestati nella quiete delle loro case, una volta tornati a Terni, i pochi sfuggiti alla cattura. Tra questi anche Pietro Faustini, che recluso alle Murate di Firenze, venne liberato su intercessione del sen. Francesco Guardabassi.Insignificante o quasi sul piano militare, l’episodio di Pescecotto ebbe però il merito di rilanciare il movimento insurrezionale dopo l’infausta giornata d’Aspromonte. La sua importanza è sottolineata dall’epigrafe dettata dall’On. Pantano: 
“Qui si raccolse nel 1867 intorno a Pietro Faustini il primo manipolo della gloriosa falange che al lampo fatidico di Garibaldi attraverso la grande epopea di Mentana aprì la via alla conquista di Roma.”
Da tutt’Italia infatti, eccitati e desiderosi d’azione, giovani e vecchi Patrioti cominciarono ad affluire a Terni, pronti a scrivere una nuova gloriosa pagina del Risorgimento italiano.